Neapel - Matera - Alberobello - Neapel
Beschreibung
Highlights
- Privati e di lusso
- Prelievo dal porto
- Giri turistici privati
- Tour in auto
- Escursioni nei porti di scalo
- Tour culturali
- Weather Dependent - Moderate
- Gite di un giorno
- Bus turistici
- Escursioni a terra
Was dieses Erlebnis besonders macht
Transfer enthalten
Raccolta in hotel / indirizzo
Was ist inbegriffen
Enthalten
- parcheggio - carburante - pedaggi
- Acqua in bottiglia
- Aria condizionata nel veicolo
Nicht enthalten
- sono escluse le mance e tutto ciò che è considerato extra
- Trullo Sovrano - Casa Museo l'accesso ha il costo di 1,50€
Reiseroute
- 1
I Sassi di Matera sono due quartieri di Matera, il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano, formati da edifici e architetture rupestri scavati nella roccia della Murgia materana e abitati fin dalla preistoria. Nel 1993 sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità UNESCO. Insieme al rione Civita (costruito sullo sperone che separa i due Sassi), costituiscono il centro storico della città di Matera.I Sassi sono stati definiti un paesaggio culturale, per citare la definizione con cui sono stati accolti nel Patrimonio mondiale dell'Unesco. Con il termine "Sassi" si intendono i due quartieri che costituiscono, insieme alla "Civita" e al "Piano", il centro storico di Matera. La declinazione al plurale, dunque, deriva da questa duplicità e non, come molti credono, dal fatto che un'abitazione o un locale all'interno di tali distretti si chiami "sasso". I Sassi si dispongono intorno e sul fondo di due solchi vallivi, plasmati dal passaggio dell'acqua, incanalata nei cosiddetti "grabiglioni"[1] sul fondo delle stesse. Il Sasso Barisano, ubicato lungo la strada che uscendo dalla città proseguiva verso Bari, girato a nord-ovest, contiene portali scolpiti e fregi. Il Sasso Caveoso, che guarda a sud verso Montescaglioso, ricorda la forma della cavea di un teatro, con le abitazioni disposte a gradoni. All'interno vi sono vari quartieri, rioni e contrade così nominati: u lammòrde, u paravèse, u pendàfeche, u mòlve, u chianèdde, u casalnàve. A dividere le due valli sorge la rupe della la Civita, che ospita la Cattedrale romanica. Ai piedi della Civita e al margine superiore dei Sassi giace il Piano, il centro storico post-medievale, oltre il quale si estende la Matera post-sfollamento. Sul versante opposto della Gravina di Matera, è presente l'altopiano della Murgia, con chiese rupestri sparse lungo i pendii delle gravine, rientranti nell'istituzione del Parco della Murgia Materana e protette dalla stessa. "Grotte naturali, architetture ipogee, cisterne, enormi recinti trincerati, masserie, chiese e palazzi, si succedono e coesistono, scavati e costruiti nel tufo delle gravine" scrive Pietro Laureano nel suo libro Giardini di pietra.
Eintritt inbegriffen - 2
Celebre per le sue caratteristiche abitazioni chiamate trulli che dal 1996 sono tutelate dall'UNESCO quali patrimonio dell'umanità[5], fa parte della Valle d'Itria e della Murgia dei Trulli.Lo storico Pietro Gioia ha congetturato che il nome Alberobello derivasse da Silva alboris belli, con il significato di "bosco dell'albero della guerra" e tale derivazione, priva di riscontro documentale, è stata a lungo fatta propria dagli storici successivi. Studi posteriori[6][7] sottolineano tuttavia che il primo toponimo con il quale la località era conosciuta fu Silva Alborelli: così risulta dal più antico documento a conoscenza degli studiosi, e cioè il diploma d'investitura del 15 maggio 1481 con il quale il re Ferrante d'Aragona assegnò i beni del defunto conte di Conversano Giulio Antonio I Acquaviva d'Aragona al figlio Andrea Matteo, illetterato. In detto documento[8] si legge Silva Alborelli in provincia nostra Terra Bari.Il nome Alberobello divenne ufficiale il 22 giugno 1797 dal primo Consiglio Comunale. In tale circostanza furono proposti anche i nomi di Ferrandina in onore di re Ferrante d'Aragona e di Ferdinandina in onore a re Ferdinando IV di Borbone.[senza fonte] Tuttavia sino all'Ottocento furono adottate anche le dizioni alternative Arborebello o Albero Bello.
Eintritt inbegriffen - 3
La chiesa matrice di Alberobello è dedicata ai santi Medici Cosma e Damiano, patroni dell'abitato. Il loro culto fu introdotto nel 1636 dal conte Giangirolamo II, che ne era devoto a motivo di una grazia ricevuta da sua moglie Elisabetta da Rocca Padula durante la gravidanza con la quale diede alla luce il primogenito, Cosimo. Prima dell'istituzione della parrocchia, la chiesa dipese dalla parrocchia di Noci. Il vescovo di Conversano Gregorio Falconieri la riconobbe come santuario nel 1938, e nel 2000 papa Giovanni Paolo II la elevò a basilica minore.[12] L'edificio attuale, in stile neoclassico con pianta a forma di croce latina, risale alla fine del XIX secolo. Sostituisce una piccola cappella risalente al 1609 dedicata alla Madonna delle Grazie con sotto l'ossario, ampliata nel 1725, nel 1784 e nel 1852. Il progetto, redatto dell'architetto alberobellese Antonio Curri, nel 1881 ebbe il benestare del parroco Domenico Morea e del consiglio comunale. Il preventivo era di 16.000 lire, la realizzazione costò circa il doppio. I lavori iniziarono nel 1882 e durarono quasi tre anni. La chiesa fu aperta al culto nel 1885 in occasione della festa dell'Addolorata, ma all'epoca la sua realizzazione era largamente incompleta essendo state realizzate solo navata centrale e la facciata. Il braccio sinistro fu completato nel 1948 e il braccio destro nel 1956, mentre la prevista cupola ottagonale non è mai stata realizzata. La facciata presenta due campanili, quello di sinistra con una meridiana e quello di destra con un orologio con numeri romani. La sacrestia già presente dal 1784, agli inizi del Novecento dal nuovo progetto del Curri anche la sacrestia vecchia fu demolita e ricostruita quella nuova e restaurata e completata nel 1968. La chiesa custodisce numerose reliquie: le più celebri sono quelle dei Santi Medici
Eintritt inbegriffen - 4
La chiesa fu edificata tra il 1926 e il 1927 su un terreno alla sommità del rione Monti per iniziativa del vescovo mons. Domenico Lancelotti. Dal 1945 divenne la seconda parrocchia di Alberobello e dal 1952 è guidata da sacerdoti guanelliani. La singolarità dell'edificio, che presenta una pianta a croce greca, sta nella riproduzione delle fattezze dei trulli che la circondano. Il tetto conico tipico dei trulli si ritrova anche nella cupola, alta 21 metri, e nel campanile altra 18,30 metri. Vi sono ospitate una reliquia di Sant'Antonio di Padova, la statua dello stesso santo "Sant'Antonio dona il pane al povero" opera in cartapesta di Raffaele Carrella (1877-1950) del 1927 portata in Alberobello dal prete Lippolis, quella in cartapesta di Santa Rita da Cascia donata dal devoto Pietro Basile, una piccola statua di San Giuseppe in cartapesta e una in ceramica dell'Immacolata Concezione, in più in archivio la statua della Pietà. Vi sono inoltre un bassorilievo di San Luigi Guanella, opera di Adolfo Ugo Rollo, e un dipinto di San Padre Pio del 1999 del pittore S.Mazzin. Altre chiese a forma di trullo si trovano a Locorotondo nella frazione di San Marco a alla Selva di Fasano parrocchia dell'Addolorata.
Eintritt inbegriffen
Nützliche Informationen
I neonati e i bambini piccoli possono essere portati in carrozzina o passeggino I neonati devono sedere in grembo a un adulto Sono disponibili seggiolini specifici per neonati I viaggiatori devono avere una buona forma fisica
Stornierungsrichtlinie
- Mehr als 1 Tag vorher100% Erstattung
- Zwischen 0 und 1 Tagen vorher0% Erstattung
Preise nach Altersgruppe
- Viaggiatore0-120 anni€950
Bewertungsverteilung
- 51
- 40
- 30
- 20
- 10
Verfügbare Optionen
tour con minivan
Durata: 10 ore minivan Prelievo incluso
tour con auto
Durata: 10 ore auto Prelievo incluso
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